La Lavanda è una pianta suffruticosa e con tale termine si indica una piccola piana perenne, legnosa con rami erbacei fino alla base, alta massimo mezzo metro.

Ne esistono di più specie:

Lavandula stoechas
Lavandula latifolia
Lavandula angustifolia
Lavandula dentata (con fiori piccoli coronati da brattee violette)


Lavandula angustifolia


  
 



Lavandula latifolia










Lavandula stoechas















Lavandula Dentata






Coltivazione in casa

Mi rivolgo in questo caso a chi come me non possiede un giardino: 
il momento migliore per mettere a dimora le piante di  lavanda, ma anche  le piante aromatiche, va dall’inizio dell’autunno all’ inizio della primavera, in questo modo svilupperanno un forte apparato radicale  e saranno in grado di sopportare la siccità e anche in estate particolarmente afose.
Ogni anno dopo la fioritura, anche durante l’ estate quando la lavanda ha perso il suo bell’aspetto e comunque entro metà settembre è bene potare le piante, tagliando non solo i fiori ma anche una bella parte di vegetazione, ( senza arrivare al legno) in modo da non far lignificare e svuotare le piante all’ interno; se la lavanda viene potata in questo periodo rimetterà le foglie nel giro di poche settimane e avrete un bel cespuglio a forma di cuscino anche durante l’ inverno.
Le piante un po’ debilitate e poco compatte possono essere sottoposte ad una potatura più drastica, in modo da lasciare solo pochi cm di stelo. In questo modo la pianta di lavanda crescerà più rigogliosa e rinvigorita stimolando lo sviluppo di nuovi germogli.
Uso in cucina 

I più consigliano e goloso è il risotto alla lavanda! Ci sono due scuole di pensiero su come prepararlo: con il brodo di verdura aromatizzato con due spighe fiorite di lavanda, con cui preparare il risotto, oppure con un trito di foglie di lavanda (senza fiori), rosmarino e scalogno soffritto in una noce di burro di panna fresca. In cui poi si butta il riso e si cuoce sfumando con il vino bianco e aggiungendo il classico brodo di verdura. In entrambe le versioni si decora alla fine il piatto con fiorellini di lavanda staccati dalla spiga.
A merenda è poi possibile assaporare un buon tè alla lavanda, calmante e rinfrescante, utile per alleviare il mal di testa. Si prepara aggiungendo fiori e foglie di lavanda all’acqua bollente da lasciare in infusione per cinque minuti.

La lavanda selvatica è anche un’interessante pianta mellifera.
Il miele monoflora ottenuto dalla Lavandula stoechas differisce nettamente dal miele di lavanda propriamente detta: ha un gusto più fine ed è poco aromatico.
Il miele di Lavandula stoechas è l’unico miele di lavanda che si possa ottenere in Italia in quantità cospicue, viene prodotto soprattutto in Sardegna, è molto adatto per curare le affezioni broncopolmonari.

Normalmente la lavanda è poco usata per scopi alimentari. Viene però usata per aromatizzare il vino bianco e l’aceto, per preparare gelatine, per aromatizzare i dolci.
Proprietà curative
La lavanda è utilizzata in fitoterapia (terapia condotta con medicamenti di origine vegetale) grazie alle proprietà legate alla presenza dell’olio essenziale.
Questi principi attivi conferiscono alla pianta un azione sedativa e calmante sul sistema nervoso. La lavanda svolge anche un’azione balsamica sulle vie respiratorie per questo è impiegata efficacemente nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento. 
Per uso esterno vanta proprietà detergenti, antinfiammatorie, analgesiche, antibatteriche, cicatrizzanti e decongestionanti. La pianta è utilizzata per detergere ferite e piaghe; per alleviare il prurito e le punture di insetti; e per ridurre le irritazioni del cavo orale. In ambito cosmetologico viene usata l’olio essenziale di lavanda come profumo.
Non vi sono particolari controindicazioni. L’olio essenziale estratto dalla pianta può essere tossico se ne si abusa e rari sono i casi di dermatite allergica. 
Curiosità storiche

Non poteva mancare questa sezione! 
La lavanda fu una pianta preziosa per gli Antichi Romani. Da loro utilizzata durante i bagni termali e da qui deriva l’origine del suo nome. Già da allora il suo utilizzo era diffuso nella creazione di profumi e nella preparazione di decotti e infusi usati per la bellezza della pelle e dei capelli.
Simbologia  

La spiga è considerata un amuleto contro le disgrazie ed i demoni e si dice che sia anche un talismano per portare prosperità e fecondità. La lavanda è l’essenza astrale del segno zodiacale dell’Ariete. 

Linguaggio dei fiori 

1) Diffidenza

ciò si deve ad un’antica leggenda che narra l’uso della pianta contro i morsi di serpenti, i quali si diceva facessero il nido tra i suoi cespugli, sopratutto gli aspidi. Quindi i popoli antichi si avvicinavano ad essi con grande cautela. Da questa credenza è derivato il suo significato nel linguaggio dei fiori vale a dire “diffidenza”.

2) Il tuo ricordo è la mia unica felicità 

 

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