Perché nel Medioevo si beveva tanto vino e poca acqua?

Comunemente oggi siamo soliti accompagnare il pasto con uno o più bicchieri d’acqua; ci dissetiamo con questa durante le giornate afose o nel corso di un allenamento. Eppure per coloro che ci precedettero, l’acqua era un bene pregiato quanto la nobiltà stessa per via della sua purezza. 
Era difficile trovarne di potabile, per via della mancanza all’epoca di depuratori che riuscissero a renderla bevibile, perciò questa apparteneva solo a chi poteva permettersela. 
Sono giunti fino a noi testi scritti nei quali venivano catalogate le acque migliori: 
– la minerale
– la piovana 
– di sorgente 
– di pozzo
– di stagno 
Il sapore poi non era tra i più piacevoli, perciò si preferiva miscelarla con la liquirizia, il miele ed il vino. In alternativa alla miscela, si preferiva senza dubbio bere vino puro per le credenze che giravano attorno alle sue proprietà: l’alcool era un disinfettante naturale, etichettato come “sangue dell’uomo”, stimolante e adatto per combattere svariate malattie. 
L’acqua venne surclassata dunque nel Basso Medioevo come causa dell’accorciamento della vita, provocatrice di tristezza e malinconia, a differenza del vino che faceva il contrario.  
Era consigliato persino ai bambini, per risanare gli umori ed eliminare i vermi. 
Da qui derivano i seguenti detti: 
<< Buon vino fa buon sangue >>
<< Il vino allunga la vita, l’acqua accorcia gli anni >>
<< L’acqua fa male, il vino fa cantare >>
Il vino veniva bevuto “fresco” visto che ne era sconosciuta la riserva e lo si ritrovava in abbondanza sulle tavole dei nobili quanto su quelle dei più poveri. Non era insolito infatti bere 3/4 litri di vino al giorno. 
Naturalmente la quantità si differenziava dalla qualità: gli odierni vini pregiati erano difficili se non impossibili da trovare. Il sapore non era buonissimo perciò si tendeva ad ammorbidirlo con l’aggiunta di spezie e di frutta quali miele, zenzero, chiodi di garofano, fragole, lamponi, mirtilli e altro ancora.
Tuttavia anche all’epoca esistevano vini ricercati quali: la malvasia e il vino di Cipro, il “grenache”, indicato nel XIII secolo come la “pervinca di tutti i vini”, i vini di Beaune, d’Auxerre e, generalmente, tutti quei vini provenienti dalle regioni del nord della Francia.
Ad accrescere l’importanza di questa bevanda vi erano altri fattori quali:
– la cristianità: poiché insieme al pane, il vino rappresentava il cibo per eccellenza del buon fedele;
– la socializzazione: alla stessa stregua del caffè, il vino accompagnava gli incontri e le visite di piacere; 
le proprietà mediche: preveniva le infermità, aiutava nella digestione, rinforzava il calore naturale, apriva le arterie, schiariva le idee, metteva a riposo il cervello, liberava le ostruzioni del fegato, eliminava la tristezza.    

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